Coronavirus: Le grandi fughe e i numeri della Calabria

Prime ore dell’otto marzo, il premier Giuseppe Conte in una conferenza notturna annuncia che il nuovo decreto, sui cui ha lavorato intensamente insieme ad altri ministri competenti, oltre a prevedere il divieto di entrare e uscire dalla Lombardia se non per motivi certificati, e da altre provincie di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche ( che saranno riportate in fondo all’articolo ) prevede anche la sospensione di attività di aggregazione. L’intenzione di tali provvedimenti risulta essere quella di ridurre al minimo il rischio di “esportare” involontariamente il virus in altre regioni del paese.

Troppo tardi.

Infatti la bozza di un decreto che prevedesse una possibile restrizione delle aree sopra citate viene intercettata da esterni e subito dopo riportata da alcune testate già durante la serata del 7.

Quando il Premier Conte arriva ai microfoni a dare l’ufficialità del decreto sul web circolano già le immagini registrate dalle telecamere della stazione centrale di Milano che vedono una folla di gente che, valigia alla mano, si dirige verso i mezzi che gli permetteranno di raggiungere il meridione.

Insomma, una fuga che scatena un’altra fuga.

Questa repentina migrazione ha preoccupato i governatori del sud Italia, tra questi Jole Santelli, neo governatrice della Calabria che afferma;

«Cari calabresi, è una follia. La diffusione della bozza di decreto sulla nuova zona rossa sta portando a un vero esodo verso il Sud, e in particolare verso la Calabria. Siamo preoccupati e al lavoro senza sosta per preservare la nostra terra da chi non ha ben compreso la gravità del rientro senza controllo. Ritornare dal Nord in modo incontrollato mette in pericolo la nostra terra e gli affetti di tutti. Non fatelo. Fermatevi. Seguite le regole, proteggetevi e proteggeteci come prescritto. L’esodo incontrollato porterà all’aumento esponenziale del contagio anche da noi. È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza»

Come si può capire dalle dichiarazioni della Santelli questo esodo dell’ultimo minuto preoccupa per due motivi; un possibile e intensivo aumento dei contagi e i limiti che la regione Calabria ha sul piano sanitario. 2 posti letto ogni 1000 abitanti, con un totale di 1,95, di cui solo 107 riservati per la terapia intensiva, a causa di ciò potremmo assistere alla riapertura di ospedali già dismessi.

Intanto i comunicati stampa dei comuni chiedono agli arrivi dalle zone rosse di avvisare chi di competenza e ai cittadini residenti di supervisionare e segnalare chi sia passato inosservato.

Ad oggi 9 marzo in Calabria sono presenti 11 pazienti affetti da COVID-19.

Province con restrizione previste dal decreto dell’8 marzo 2020

Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli,Padova, Treviso e Venezia.

Published by Francesco Agrelli

Ciao! ho 24 anni e sono calabrese. Ho una smisurata passione per la musica e la letteratura. Sono un cantautore,ma amando la scrittura non mi limito a scrivere solo canzoni ma anche articoli, scrivo principalmente di musica e letteratura. Seguimi su instagram per tenere d'occhio gli approfondimenti https://www.instagram.com/fraagrelli/

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: