L’Italia è un paese razzista?

Il 21 marzo 1966 veniva istituita la giornata mondiale per l’eliminazione della discriminazione razziale.

Oggi 21 marzo ricorre la Giornata mondiale per l’eliminazione della discriminazione razziale istituita dalle Nazioni Unite nel 1966.

Questa ricorrenza cade ogni 21 marzo, la data è stata scelta per ricordare il massacro di Shaperville avvenuto nel 1960; infatti il 21 marzo 1960 fu la giornata più sanguinosa dell’apartheid in Sudafrica: 300 poliziotti bianchi uccisero 39 manifestanti che contestavano l’Urban Areas Act, atti governativi che impedivano ai sudafricani di vivere nelle aree più sviluppate del territorio Sudafricano .

Nonostante la giornata per l’eliminazione della discriminazione razziale esista ormai da 54 anni e nonostante siano tante le campagne educative contro il razzismo la discriminazione è un fenomeno ancora ben radicato nella nostra società.

Quindi, considerando che da una statistica è emerso che il 55% degli italiani giustifichino il razzismo, fino al 2010 era solo una minoranza a giustificare ciò, ripercorriamo alcuni dei fatti di cronaca avvenuti per movente razziale:

A fine 2019 la senatrice Liliana Segre alla veneranda età di 89 anni, si è vista assegnare una scorta a causa dei continui insulti e minacce ricevuti ogni giorno sui social network per via della sua appartenenza ebraica, la senatrice in una intervista ha confessato di ricevere circa 200 insulti/minacce giornalieri.

IL 28 gennaio a Firenze un conducente Ataf viene denunciato dopo aver apostrofato un gruppo di passeggeri immigrati con frasi come “migranti di merda quando verrà Salvini vi spazzerà via tutti”.

Lo scorso 21 febbraio a Palermo, 11 persone munite di mazze da baseball hanno fatto irruzione in un negozio etnico aggredendo il titolare originario del Bangladesh e altri connazionali in quel momento presenti, tra questi anche una donna che dopo essere stata trascinata nel retrobottega è stata derubata dell’ anello che indossava. Dopo varie indagini le forze dell’ordine hanno accertato che quel gesto fu un raid punitivo a sfondo razziale.

Novembre 2019; a Cremona una 24enne è stata insultata sui social network per via del colore della sua pelle, mentre sempre nello stesso mese in Piemonte, una signora, su un autobus, h occupato il sedile per evitare che una bambina “straniera” le si sedesse accanto. Quando la bambina, 7 anni di età, ha cercato di sedersi la sessantenne le ha risposto “No, qui non ti siedi!”.

Con l’avvento del Coronavirus si è sviluppata una certa sinofobia (paura nei confronti di un soggetto di etnia cinese) , e diverse sono state le aggressioni nei confronti di questi nell’ultimo periodo;

A Cagliari un ragazzo filippino è stato vittima di aggressione perchè scambiato per un cinese, mentre ad Alto Polesine due bambini, fratelli,nonostante fossero sani, per un periodo sono stati costretti a non andare a scuola, i genitori degli altri compagni di classe “non volevano bambini cinesi” in aula. Mentre nella periferia di Torino una coppia è stata aggredita a bottigliate da un gruppo di ragazzi.

Questi sono solo pochi esempi delle aggressioni razziali avvenute negli ultimi mesi, ma nonostante ciò sono in molti a non vedere razzismo nel nostro paese. Ad alimentare la discriminazione verso le etnie diverse è stata senza dubbio anche una certa politica di destra o probabilmente, questa, ha fatto si che tali sentimenti non fossero più mascherati o repressi ma manifestati, anzi, questa politica ha reso il razzismo uno dei principi fondamentali per dimostrare l’attaccamento alla propria nazione.

Ma alla luce degli avvenimenti storici è normale che tante persone invece di contrastare l’odio di razza o ignorare chiunque provi a diffonderlo facciano trovare terreno fertile?

Allora le radici di questa triste realtà bisogna ricercarle, oltre che nella politica, anche nell’ istruzione? In quanti conoscono, o in quanti professori hanno parlato ai propri studenti degli studi antropologici e i conseguenti risultati ? Infatti Giovanni Destro Bisol, antropologo dell’università La Sapienza di Roma dice:

La biologia ci racconta piuttosto che siamo tutti molto simili da un punto di vista genetico. Discendiamo tutti da un gruppo di antenati vissuti in Africa che successivamente si sono spostati in altri continenti. Gli individui, come i loro geni e le loro culture, si sono quindi incontrati e confrontati fin dalle nostre origini, dando vita a forme di umanità diversificate, in continua evoluzione e trasformazione.”

Quindi, alla luce degli studi sull’essere umano, fino ad ora è emerso che l’unica razza esistente sia quella umana, e questo dato si spera che inizino a farlo studiare come una regola grammaticale già dalle prime classi delle scuole elementari, e magari chissà, forse in futuro qualcosa cambierà.

Published by Francesco Agrelli

Ciao! ho 24 anni e sono calabrese. Ho una smisurata passione per la musica e la letteratura. Sono un cantautore,ma amando la scrittura non mi limito a scrivere solo canzoni ma anche articoli, scrivo principalmente di musica e letteratura. Seguimi su instagram per tenere d'occhio gli approfondimenti https://www.instagram.com/fraagrelli/

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